La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha introdotto importanti novità in materia di incentivi fiscali per gli investimenti produttivi delle imprese, prevedendo il ritorno dell’Iperammortamento in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.
Secondo la disciplina illustrata nella Circolare n. 03/2026 di Studio Di Meo & Partners, la nuova agevolazione interessa gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e introduce un meccanismo fiscale diverso rispetto ai precedenti bonus.
Il beneficio non consiste più in un credito d’imposta, ma in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali, che permette alle imprese di dedurre quote di ammortamento o canoni di leasing fiscalmente più elevati, riducendo la base imponibile delle imposte sui redditi.
Vediamo quali sono i soggetti interessati, gli investimenti agevolabili, le percentuali di maggiorazione e gli adempimenti previsti.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e come funziona?
L’Iperammortamento 2026 è un’agevolazione fiscale rivolta alle imprese che effettuano determinati investimenti in beni strumentali nuovi.
Il nuovo sistema sostituisce, secondo quanto illustrato nella circolare dello Studio, i precedenti incentivi basati sui crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.
La differenza principale riguarda il funzionamento del beneficio fiscale.
Mentre i precedenti incentivi prevedevano il riconoscimento di un credito d’imposta, il nuovo Iperammortamento consente di incrementare fiscalmente il costo di acquisizione del bene.
In questo modo, l’impresa può beneficiare di maggiori deduzioni fiscali attraverso le quote di ammortamento o i canoni di leasing, con una conseguente riduzione della base imponibile delle imposte sui redditi.
La misura è prevista, nella disciplina descritta dalla circolare, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Chi può beneficiare dell’Iperammortamento 2026?
L’agevolazione è destinata ai titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla dimensione aziendale, ferme restando le esclusioni previste.
Tra i soggetti potenzialmente interessati rientrano:
- Imprese individuali;
- Società di persone;
- Società di capitali.
La circolare specifica che l’agevolazione è rivolta alle imprese indipendentemente dalle dimensioni e dal regime contabile adottato, fatte salve le esclusioni espressamente indicate.
Quali soggetti sono esclusi dall’agevolazione?
Non possono beneficiare dell’Iperammortamento, secondo quanto riportato nella circolare:
- Professionisti e lavoratori autonomi;
- Contribuenti in regime forfettario;
- Imprese in stato di liquidazione, fallimento o sottoposte ad altre procedure concorsuali;
- Imprese destinatarie di sanzioni interdittive;
- Imprese irregolari rispetto agli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro o versamento dei contributi previdenziali, con riferimento anche alla regolarità del DURC.
Prima di valutare un investimento agevolato è quindi necessario verificare la presenza dei requisiti soggettivi previsti dalla disciplina.
Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento 2026?
L’Iperammortamento riguarda l’acquisto di beni strumentali nuovi appartenenti a due principali categorie: beni tecnologici 4.0 e investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Beni materiali e immateriali Industria 4.0
La prima categoria comprende i beni materiali e immateriali interconnessi ai sistemi aziendali, individuati negli Allegati IV e V alla Legge di Bilancio 2026, richiamati nella circolare.
Si tratta quindi di investimenti che devono rispettare i requisiti tecnologici e di interconnessione previsti dalla disciplina.
Impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile
La seconda categoria riguarda gli investimenti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.
Tra gli esempi riportati nella circolare rientrano:
- Impianti fotovoltaici dotati di moduli prodotti nell’Unione Europea ad alta efficienza;
- Sistemi di accumulo dell’energia;
- Impianti per la produzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo.
Anche per questi investimenti devono essere rispettate le condizioni previste per l’accesso all’agevolazione.
Requisiti territoriali e di provenienza dei beni
La circolare evidenzia due requisiti fondamentali:
- I beni devono essere destinati a strutture produttive ubicate in Italia;
- I beni devono essere stati prodotti in Italia oppure in un Paese dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (UE/SEE).
Queste condizioni devono essere considerate nella valutazione degli investimenti potenzialmente agevolabili.
Iperammortamento 2026: percentuali di maggiorazione
Uno degli elementi centrali della nuova agevolazione riguarda la percentuale di maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto.
La Legge di Bilancio 2026, secondo quanto illustrato dallo Studio, prevede un sistema di maggiorazioni per scaglioni, determinato in funzione dell’importo degli investimenti effettuati.
Le percentuali riportate nella circolare sono le seguenti:
| Importo dell’investimento | Maggiorazione del costo |
|---|---|
| Fino a € 2.500.000 | 180% |
| Oltre € 2.500.000 e fino a € 10.000.000 | 100% |
| Oltre € 10.000.000 e fino a € 20.000.000 | 50% |
| Oltre € 20.000.000 | 0% |
La maggiorazione consente di incrementare il valore fiscalmente ammortizzabile dei beni, secondo gli scaglioni previsti.
Esempio pratico di Iperammortamento al 180%
La circolare dello Studio riporta un esempio per chiarire il funzionamento della maggiorazione fiscale.
Ipotizziamo che un’impresa effettui un investimento agevolabile pari a 100.000 euro.
Applicando la maggiorazione del 180%, il calcolo sarà il seguente:
- Costo storico dell’investimento: € 100.000;
- Maggiorazione fiscale del 180%: € 180.000;
- Valore complessivo fiscalmente ammortizzabile: € 280.000.
L’impresa potrà quindi ammortizzare fiscalmente un valore di 280.000 euro, anziché il solo costo storico di 100.000 euro.
È importante distinguere la maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dal risparmio d’imposta effettivo: l’agevolazione opera attraverso maggiori deduzioni fiscali e non attraverso un contributo diretto di pari importo.
Come accedere all’Iperammortamento 2026: gli adempimenti previsti
La circolare evidenzia che, a differenza del passato, l’accesso all’agevolazione non è automatico.
Per beneficiare dell’Iperammortamento è necessario rispettare specifici adempimenti operativi.
In particolare, sono previsti:
- La presentazione di un’istanza telematica al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) tramite un’apposita piattaforma;
- La predisposizione delle comunicazioni e delle certificazioni richieste.
Alla data della circolare, il 12 febbraio 2026, le modalità tecniche di attuazione risultavano demandate a un successivo Decreto Ministeriale.
La corretta gestione degli adempimenti rappresenta quindi un aspetto da considerare nella pianificazione degli investimenti agevolati.
Iperammortamento 2026: è possibile cumularlo con altri incentivi?
Un altro elemento analizzato dalla circolare riguarda la possibilità di cumulare l’Iperammortamento con altre misure agevolative.
Secondo quanto indicato dallo Studio, l’Iperammortamento può essere cumulato con altri incentivi nazionali o europei applicati agli stessi beni.
È tuttavia previsto un limite fondamentale: la somma complessiva dei benefici non può superare il 100% del costo dell’investimento sostenuto.
La circolare precisa inoltre che è espressamente escluso il cumulo con il precedente credito d’imposta Industria 4.0.
La possibilità di combinare più agevolazioni deve pertanto essere valutata nel rispetto dei limiti e delle esclusioni previsti.
Cessione o sostituzione dei beni agevolati: cosa succede?
La circolare dello Studio affronta anche il tema della cessione e della sostituzione dei beni che hanno beneficiato dell’Iperammortamento.
In particolare, se un bene agevolato viene ceduto oppure delocalizzato all’estero prima della conclusione del periodo di ammortamento, l’agevolazione potrebbe essere revocata.
Questa eventualità è collegata al meccanismo di recupero del beneficio, comunemente indicato come recapture.
Quando non si perde il beneficio fiscale?
La circolare specifica che il beneficio non viene perso se il bene agevolato viene sostituito, nel medesimo periodo, con un altro bene avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.
La disciplina della sostituzione assume quindi particolare importanza per le imprese che prevedono il rinnovo o l’aggiornamento dei propri beni strumentali.
Iperammortamento 2026: conclusioni
L’introduzione del nuovo Iperammortamento rappresenta una modifica significativa al sistema degli incentivi fiscali per gli investimenti produttivi delle imprese.
Il passaggio dai crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0 a una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile richiede particolare attenzione nella valutazione dei benefici e nella pianificazione degli investimenti.
Tra gli aspetti principali da considerare rientrano:
- La verifica dei requisiti soggettivi per accedere all’agevolazione;
- L’individuazione dei beni strumentali agevolabili;
- Il rispetto dei requisiti territoriali e di provenienza;
- L’applicazione delle maggiorazioni previste per scaglioni;
- La gestione degli adempimenti e delle certificazioni;
- La verifica delle condizioni di cumulabilità e delle regole relative alla sostituzione dei beni.
Studio Di Meo & Partners resta a disposizione delle imprese per verificare le singole posizioni, valutare l’applicabilità dell’agevolazione agli investimenti programmati e assistere negli eventuali adempimenti previsti.
Scarica la Circolare di Studio n. 03/2026
Per consultare l’approfondimento originale elaborato dallo Studio, è possibile scaricare la circolare in formato PDF.
Circolare n. 03/2026 – Iperammortamento dal 2026: le nuove agevolazioni in sostituzione dei Bonus 4.0 e 5.0
Documento dello Studio Di Meo & Partners del 12 febbraio 2026.

